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Una città in comune: “Bolletta più salata e un milione di euro di ecotassa”

isola

Tre gli ordini del giorno con al centro la TARI (la nuova tassa sui rifiuti) e il piano di gestione finanziario dei rifiuti presentato dalla giunta da otre 24 milioni e 900 mila euro, che domani Una città in comune – Rifondazione Comunista presenterà in consiglio comunale.

Sotto accusa come spiegano Francesco Auletta e Andrea Corti “l’aumento del 15% della tariffa e un piano finanziario che nel riportare voci complessive di spesa senza fornire dettagli, non consente il confronto di singole voci di costo”.

Dal piano finanziario 2014 emerge, come sottolinea il segretario provinciale del PRC Andrea Corti, come l’ecotassa (legata al non raggiungimento degli obbiettivi di raccolta differenziata) pesi per oltre 1 milione di euro. Anche per questo, spiega Francesco Auletta “occorre fare una scelta chiara e netta sul porta a porta in tutta la città, con adeguati investimenti mirati anche alla formazione”. Se il porta a porta infatti comporta un aumento dei costi iniziali legati agli investimenti, con l’entrata a regime “si assiste a una diminuzione dei costi e a un servizio più efficienti”. A far vincere le resistenze di parte della popolazione gioverebbe l’introduzione di una tariffazione puntuale basata sulla produzione di rifiuti: più spazzatura produci più paghi, e viceversa. Una richiesta che si lega strettamente a quella di introdurre nelle gare di appalto una norma che preveda per eguale mansione parità di salario e di condizioni di lavoro.

Ad essere sotto accusa è un sistema di gestione misto, che mette insieme porta a porta, isole ecologiche mobili e cassonetti interrati. Per questo nel consiglio di domani sarà chiesto di accantonare il progetto dei cassonetti interrati, il cui costo è di 1 milione e 300 mila euro, e di dirottare l’investimento sull’estensione a tutta la città del porta a porta.

L’altro ordine del giorno che verrà portato domani in consiglio a tema rifiuti, riguarda l’inceneritore di Ospedaletto e il suo futuro. L’impianto nel 2012 e nel 2013 ha fatto registrare perdite di 3 milioni di euro l’anno. Tra i costi di servizio, raccolta e smaltimento, afferma la lista civica “sono celate le spese di gestione e ammortamento dell’inceneritore”. “Quanto grava la compensazione – chiede Andrea Corti – sulla tariffa finale?”. Se l’inceneritore di Ospedaletto è ormai “cadente”, per lui si prospetta un revamping, “ovvero una rigenerazione dell’impianto che costerebbe intorno ai 20 milioni di euro”, spiega Auletta.

Un’operazione a cui Una città comune – Prc si oppone fermamente: “Se parlare di chiusura immediata dell’impianto è pura demagogia, quello che chiediamo è che si apra una discussione pubblica e partecipata sulla sua futura dismissione”.

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Pubblicato il: 18 giugno 2014

Argomenti: Ambiente, Pisa, Politica

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