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Locale e genuina, la festa della birra artigianale. A L’Ortaccio

orzo

Artiginalità e passione, qualità e gusto si incontrano con la musica a Vicopisano. È la prima edizione della Festa della birra artigianale che si inaugura il prossimo venerdì. A organizzarla il  Circolo Arci L’Ortaccio, in collaborazione con il Birrificio Artigiano Orzo Bruno e l’Associazione La Rocca.

Filo rosso di due giorni, venerdì 20 e sabato 21, come c’è da immaginarsi, è la birra, artigianale appunto, dell’Orzo Bruno, che accompagna cibo e musica, con l’attenzione per le materie prime che ormai connota il loro prodotto. Quell’ingrediente che fa la differenza fra quello che mangiamo e quello che beviamo. E non a caso questo appuntamento nasce dal connubio di due realtà che hanno fatto di questo uno dei centri focali della loro esperienza e della loro attività: il birrificio artigianale Orzo Bruno e il circolo L’Ortaccio.

L’Ortaccio dalla fine dello scorso anno vede la gestione in mano a persone provenienti dall’esperienza dei Gruppi di acquisto solidale, che hanno costruito un progetto di rilancio del circolo che, senza snaturarlo, lo rendesse ancora più trasversale e a aperto a tutti, dai bimbi agli anziani. Ad accompagnare questa decisione, quella di rifornirsi di prodotti locali, biologici ed equi e solidali. Ed ecco che la scelta dell’Orzo Bruno come fornitore di birra è stata praticamente immediata. “Da subito – ci racconta Lucia de L’Ortaccio – abbiamo pensato che la scelta di una birra artigianale e prodotta localmente si sposasse col nostro progetto. Così è iniziato il connubio con l’Orzo Bruno” , che in undici anni di vita ha accumulato esperienza e stile.

La festa della birra artigianale di Vicopisano viene da un desiderio nutrito dall’esperienza milanese di Rosa, una delle cinque socie dell’Orzo Bruno, che a Torchiera partecipava all’organizzazione di questa festa, e dalla volontà di fare dell’Ortaccio un luogo d’incontro intergenerazionale.

Dato che artigianale è l’altra parola chiave di questa due giorni è chiaro che anche il cibo sarà sotto questo segno: niente prodotti industriali dunque, ma wurstel, salsiccie, pane e salse realizzate da produttori locali all’insegna del “fatto a mano”.

Primo appuntamento mangereccio, venerdì, con il Quality street food,”dove – ci dice Rosa – si incontrano il cibo da mangiare con le mani e la qualità degli ingredienti”, per proseguire con una cena, a cura della trattoria “L’uovo al tegamino”, fatta di piatti cucinati con birre appositamente scelte e degustazione guidata . “Abbiamo cercato – ci spiega Rosa – di costruire un menù senza piatti troppo elaborati, studiando anche un’alternativa per i bambini (senza birra naturalmente, ndr). Il tutto mantenendo la filosofia della ‘sagra’, prezzi compresi”.

L’altro appuntamento con la degustazione è per sabato, quando ad essere esplorati prima della birra saranno luppoli e malto, “per far comprendere – spiega Rosa – quanto la materia prima usata incida e influenzi il gusto della birra”.

E poiché nessuna festa è tale senza musica, due sono i concerti in programma. Venerdì l’appuntamento è con Sick Tamburo, mentre sabato sarà la volta dei Tom Moto. Qualità (e km zero), appunto.

Il programma

Venerdì 20
ore 19 presentazione del libro “La via della birra” a cura di Renato Nesi
ore 19,30 Quality street food
20.00 cena con abbinamenti birrai e degustazione guidata (previsto menù vegetariano e per bambini), a cura della trattoria “L’uovo al tegamino” e “Orzo Bruno” Birrificio Artigiano – prenotazione obbligatoria al numero 3408385169
ore 22,00 Concerto Sick Tamburo

Sabato 21
dalle 19,00 alle 20.00 Laboratorio di degustazione di birre, malto e luppolo a cura di Rosa Gravina “Orzo Bruno” Birrificio Artigiano – prenotazione al numero 3408385169
19.30 Quality Street Food
20:00 DJ Set rock’n roll, funk e soul con Lastru Dj & Co.
22.00 concerto dei Tom Moto

L’Orzo Bruno

La storia
L’idea nasce a Milano 14 anni fa da compagni di Università, tutti iscritti alla Facoltà di Agraria.
Nel 1996 Rosa si laurea con una tesi sulla produzione di birra artigianale a Milano (una delle prime in Italia), e lì inizia a lavorare.
Nel frattempo i futuri soci elaborano il progetto durante incontri pomeridiani nelle aule della Facoltà. Una fase embrionale di 2, 3 anni che riceve una brusca accelerata con l’uscita di un bando per l’assegnazione di alcune licenze commerciali a Pisa. Sembra l’occasione giusta, l’obbiettivo iniziale è infatti mettere in piedi la produzione a Lari, dove a disposizione c’è una cascina, e aprire l’attività commerciale a Pisa.
Il meccanismo si mette in moto, i macchinari vengono ordinati e si trova il fondo adatto in città. Anche se i cinque soci il bando non riescono a vincerlo, e la legge di allora non consente di installare la produzione in una cascina (solo qualche anno dopo, con il riconoscimento dei birrifici agricoli questo sarà possibile), l’ingranaggio ormai è attivo e la ricerca di un capannone adatto porta il birrificio a Bientina. A giugno 2003 l’Orzo Bruno apre contemporaneamente produzione e vendita.

Le materie prime
A fare della birra dell’Orzo Bruno quella che conosciamo è la ricerca di ingredienti di prima qualità.
Per otto anni si sono riforniti in Germania per il malto. Da due anni a questa parte la loro scelta si è spostata su una piccola malteria artigianale in Belgio. “In Italia – ci spiega Rosa – la produzione non è adeguata al fabbisogno dei birrifici esistenti”. E la qualità, complice una tradizione ancora molto giovane, non è paragonabile ancora con quella estera.

 

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Pubblicato il: 15 giugno 2014

Argomenti: Eventi, Lungomonte

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