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Cantieri navali: Galantini semina divisioni tra Pisa e Varazze. Sindacati in allerta

cantieri

Lo scorso martedì 15 luglio si è tenuto in Prefettura un incontro convocato dal prefetto vicario Valerio Massimo Romeo, per fare il punto sulla situazione dei Cantieri navali di Pisa. Lo storico marchio pisano, da anni in bilico in attesa di uno sblocco sempre più lontano, è stato al centro dell’incontro al quale hanno partecipato i sindacati e il comune di Pisa.

Ne ha dato comunicazione al consiglio comunale di oggi il sindaco Marco Filippeschi, dicendo: “La sollecitazione è giunta dai lavoratori dei Cantieri, che chiedono che l’area in oggetto non sia ulteriormente privata delle sue strumentazioni. Si riferiscono in particolare al travel lift (il macchinario che serve per la movimentazione della barche, ndr), che è stato smontato e che a più riprese il liquidatore fallimentare dott. Federico Galantini, ha provato a portare a Varazze, facendo pressione anche sulle RSU”.

Questo nuovo capitolo della vicenda parte dalla promessa che Galantini ha fatto lo scorso 25 giugno presso la Regione Liguria, durante un incontro con i sindacati del sito di Varazze, a cui aveva garantito che entro il 9 luglio sarebbero arrivate le prime attrezzature per il rilancio del sito ligure, che ricordiamo, è fermo come quello di Pisa con cui condivide il marchio. Ma è chiaro che spostare uno strumento così importante da Pisa a Varazze non è garanzia di rilancio per nessuno, anzi, è una mossa che i sindacati hanno da subito osteggiato e che anche il Comune sta provando a bloccare.

“La Prefettura – ha aggiunto il sindaco – ha ricevuto una comunicazione dal sindaco di Varazze, che ha agito favorendo le istanze dei lavoratori del cantiere ligure, nella quale chiede e sollecita lo spostamento del macchinario. Di fronte a questa richiesta abbiamo constatato che c’erano state comunicazioni non corrette e complete, e che quindi si è reso necessario il riallineamento delle posizioni. Per questo abbiamo chiesto un incontro al sindaco di Varazze, Alessandro Bozzano, per chiarire questi aspetti ed eventualmente metterli a verbale.

“Voglio ricordare – ha detto ancora Filippeschi – che i lavoratori dei Cantieri di Pisa da gennaio non percepiscono alcuna indennità. Il travel lift rappresenta uno strumento fondamentale per il rilancio del sito, coerentemente con quanto scritto nell’intesa firmata da Galantini”.

Secondo quanto comunicato al consiglio, nei prossimi giorni potrebbe tenersi quindi questo incontro in Prefettura con il sindaco di Varazze: “Un’occasione che potrebbe spiegare alcune posizioni inspiegabili e le incertezze che si sono create nei rapporti fra chi deve curare e ricollocare le aziende di Pisa e Varazze e i lavoratori. Un chiarimento che ci auguriamo aiutare anche le iniziative sindacali”.

Per lunedì prossimo infine è previsto un incontro con la Regione Toscana, “per definire una linea da esporre a Galantini e, se necessario, alle istanze di giustizia”.

Il segretario della Cgil di Pisa Gianfranco Francese intanto è chiaro e lancia l’ennesimo messaggio a Galantini: “La smetta di insistere sull’espropriazione del travel da Pisa e si preoccupi di far riprendere prima possibile l’attività dei Cantieri, piuttosto che minacciare le Rsu”, afferma.

“Abbiamo già detto e lo ripetiamo – aggiunge – che il travel lift è fondamentale per ripartire, ma anche rispetto alla domanda di cassa integrazione straordinaria presentata da lui stesso a gennaio per il 2014. E sia chiaro che non vogliamo la guerra fra poveri, anzi, abbiamo dato disponibilità per un incontro con le istituzioni di Varazze per fare chiarezza”.

Quanto agli annunci sui giornali della vendita al gruppo franco-cinese della Union Strong Marine Holding, Francese conferma quanto da molti sospettato: “Il liquidatore si era impegnato a firmare il rogito di vendita entro il 30 giugno, ma nulla è successo e non ci sono stati presentati documenti. C’è stato un primo incontro ai primi di luglio, ma non abbiamo raggiunto alcun accordo. Anche per questo nei prossimi giorni ci sarà una nuova mobilitazione dei lavoratori, che non sono affatto disposti ad essere presi per sfinimento”.

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