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Siamo quello che mangiamo Acqua è vita: ecco tutti i segreti

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Venerdì 22 marzo è stata la Giornata Mondiale dell’Acqua alla Scuola Superiore Sant’Anna si è tenuto un workshop su Qualità e sicurezza dell’acqua come alimento.

Ho pensato di fare “l’inviata speciale” di pagina Q, tipo Giovanna Botteri per la RAI da New York, sicuramente non con gli stessi risultati, e dedicare l’argomento della mia rubrica domenicale all’acqua.

Per mancanza di tempo ho potuto seguire solo la sessione mattutina, che trattava l’acqua da un punto di vista alimentare e nutraceutico, ma ho dovuto rinunciare alla sessione pomeridiana (e anche al buffet delle 13…..). Le informazioni e gli spunti di approfondimento sono stati numerosi e interessanti e ve ne riporterò qualcuno.

L’acqua è la molecola più abbondante nel corpo umano. Il suo contenuto varia secondo l’età , il sesso, il peso e la composizione corporea: nel bambino la quantità di acqua corporea arriva all’80% del peso, nella donna adulta è pari a circa il 55% , nell’uomo a circa il 60%. Nel tessuto adiposo è contenuta soltanto una modesta quantità di acqua mentre nei muscoli , cuore compreso, l’acqua è presente in una percentuale del 75%.

Nell’organismo umano l’acqua è divisa in due compartimenti principali: quello intra, pari a 2/3 dell’acqua totale e quello extracellulare pari a circa 1/3 che comprende il liquido interstiziale, il plasma, l’acqua contenuta nel tessuto connettivo e quella legata al tessuto osseo. I due compartimenti comunicano tra loro e costituiscono un’unità funzionale per l’apporto di nutrienti alle cellule e l’asportazione delle sostanze di rifiuto.

Gli spazi intra ed extracellulare sono in equilibrio dinamico regolato da principi osmotici e da meccanismi mediati da canali di membrana che trasportano ioni legati ad acqua; se la cellula è immersa in un liquido isotonico ha forma e dimensione proprie; se il liquido è ipotonico, la cellula richiama acqua al suo interno fino a “scoppiare”, se ipertonico (cosa che succede in presenza di diabete dove è elevata la concentrazione di glucosio nel sangue) la cellula perde acqua e si “raggrinzisce” (questo processo a carico delle cellule del sistema nervoso centrale causa il coma diabetico).

Come tutti sappiamo, l’acqua è un nutriente estremamente importante; l’uomo può fare a meno del cibo per diversi giorni, ma non ha un’uguale resistenza alla sete: una perdita dell’acqua corporea superiore al 10% compromette progressivamente le funzioni organiche fino alla morte che può giungere anche dopo pochi giorni di totale astinenza dai liquidi.

In condizioni fisiche e ambientali normali il ricambio idrico giornaliero riguarda circa il 6% del totale dell’acqua corporea (2,5 litri su circa 42 presenti nel corpo di un adulto di 70 Kg).

Questi 2,5 litri di acqua li introduciamo per il 60% con le bevande per il 30% con i cibi (ne sono ricche frutta e verdura) e il restante 10% è prodotto metabolicamente in seguito alle ossidoriduzioni cellulari.

Le perdite di acqua derivano dalle urine (60%), dalle feci, dalla respirazione e dalla perspiratio insensibilis della cute, anche in assenza di sudorazione.

Un adeguato apporto giornaliero di acqua previene la stitichezza, la calcolosi renale, la cefalea , l’astenia, il cancro alla vescica, la ridotta tolleranza alle escursioni di temperatura, e diminuisce il rischio di infarto e ictus.

E questo vale per l’acqua “generica” ossia l’acqua potabile che esce dai rubinetti delle nostre case e dalle fontanelle cittadine.

L’Italia è una grande consumatrice di acqua minerali: ne vengono consumate 6 miliardi e mezzo di bottiglie da 1,5 litri all’anno, circa 200 litri a testa: come ha fatto notare il Presidente di Acque spa, Giuseppe Sardu, quello che una famiglia di tre persone spende per l’acquisto di acqua minerale in un anno è pari al totale delle bollette dell’acqua (che magari non ha lo stesso sapore, ma non bisogna nemmeno caricarla al supermercato e scaricarla a casa…).

L’acqua , sia quella della rete idrica che quella imbottigliata deve rispondere a precisi requisiti che riguardano le caratteristiche chimiche e microbiologiche di questo alimento, stabiliti secondo parametri a tutela della sicurezza e della salute dei consumatori.

Spesso le pubblicità tendono ad attribuire alle acque minerali proprietà funzionali e salutistiche, o caratteristiche “verdi”.

L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (www.agcm.it) è dovuta intervenire spesso in questi anni: ad esempio sanzionando Uliveto e Rocchetta, le “acque della salute” e la Federazione Italiana dei medici di Famiglia per alcune dizioni riportate nelle pubblicità riguardo alla capacità di queste acque di prevenire calcolosi e osteoporosi, la Ferrarelle che si è vantata di produrre acqua minerale a impatto ambientale zero (impossibile), mentre di fatto ha solo ridotto e compensato nel processo produttivo l’emissione di CO2 contribuendo alla riforestazione in Costarica ,solo per alcuni mesi e solo di una piccola percentuale di bottiglie rispetto alla produzione totale; per questo è bene prestare sempre la massima attenzione ai messaggi pubblicitari: specialmente i consumatori che hanno particolare attenzione all’ambiente sono considerati “soggetti a rischio”, persone cioè più inclini a credere a supposte caratteristiche “verdi” di alimenti o prodotti, e che devono essere quindi maggiormente tutelate.

E, infine, la bella notizia: tra i più pericolosi contaminanti dell’acqua ci sono gli ftalati, esteri dell’acido ftalico, che servono a rendere morbide le bottiglie di acqua e bevande e di cui sono costituite anche le condutture dell’acqua potabile; non sono indicati sulle etichette e la loro concentrazione non è stabile, perché dipende dal tempo durante il quale l’acqua rimane a contatto con la bottiglia; studi in vitro effettuati sui cardiomiociti (le cellule del muscolo cardiaco) hanno dimostrato aumentarne l’aritmogenicità , studi clinici sul ratto hanno dimostrato che gli ftalati introdotti dalla madre passano nel latte materno e provocano un incremento della glicemia a digiuno nel bambino e che nel cuore di madre e bambino (ratti) si riduce l’espressione di recettori per il glucosio che, in condizioni di stress, è il substrato energetico muscolare più importante e infine gli studi sull’uomo hanno evidenziato la stretta correlazione tra concentrazione urinaria di ftalati ,ictus e ipertensione giovanile.

Dalla vostra inviata è tutto, a domenica prossima.

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Pubblicato il: 22 marzo 2014

Argomenti: Quaderni, Siamo quello che mangiamo

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