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Siamo quello che mangiamo Alimentazione e disturbi comportamentali

magritte

I disturbi del neuro sviluppo sono un insieme complesso ed eterogeneo di disabilità che si manifestano con un’alterata integrazione e interazione con l’ambiente e le persone: di questa classificazione fanno parte Autismo, Disturbi dello Spettro Autistico (ASD, sindrome di Asperger e Disturbo da Deficit di Attenzione (ADHD) con o senza iperattività.
La complessa eziopatogenesi e la mancanza di indicatori di sottogruppi omogenei per aspetti fisiopatologici rende complessa l’attività di ricerca e la messa a punto di strategie terapeutiche largamente condivise: questo riguarda anche l’approccio nutrizionale in cui l’aspetto più indagato, in particolare nei bambini ASD, è il comportamento alimentare.

I bambini affetti ASD hanno una probabilità cinque volte superiore rispetto ai neurotipici di presentare “feeding disorders”

I bambini affetti da questa sindrome hanno una probabilità cinque volte superiore rispetto ai neurotipici di presentare “feeding disorders”, il più frequente dei quali è la selettività alimentare, ossia una dieta costituita da pochi o pochissimi alimenti. Altri comportamenti alimentari riguardano l’avversione per specifici sapori, colori, consistenze e  temperature, la ruminazione e la pica (alterazione del senso del gusto e disturbo alimentare che porta il desiderio di mangiare sostanze non nutritive, non commestibili o di cattivo sapore). Le carenze nutrizionali riguardo un ridotto introito di proteine, calcio,  vitamine A, C, D,  forforo.

In Europa, il rischio di obesità è maggiore nei ASD rispetto alla popolazione generale: è evidente che, se la selettività alimentare può comportare, da un lato, carenze nutrizionali specifiche, dall´altro può essere associata al rischio di sviluppare sovrappeso ed obesità, soprattutto se gli alimenti introdotti sono quasi esclusivamente carboidrati e dolciumi.

le prime ipotesi sul ruolo dell’alimentazione come causa o cofattore nello sviluppo di autismo o patologie neuropsichiatriche sono state formulate da Kanner nel 1943

L’altro aspetto del rapporto tra alimentazione e ASD, riguarda le ipotesi che alcuni cibi possano essere cofattori dell’eziopatogenesi dei disturbi del neurosviluppo, in particolare di AD, ASD, ADHD con o senza iperattività, o che determinati alimenti contribuiscano ad esarcerbare la sintomalogia comportamentale: le prime ipotesi sul ruolo dell’alimentazione come causa o cofattore nello sviluppo di autismo o patologie neuropsichiatriche sono state formulate da Kanner nel 1943. Da allora numerose fonti presenti in letteratura suggeriscono una relazione tra fattori nutrizionali e sintomi comportamentali; nei soggetti AD,  sono presenti elevate concentrazioni di caseomorfine (CM) e gluteomorfine (GM), peptidi oppioidi derivanti dalla caseina e dal glutine; il livello della concentrazione delle CM-7 nelle urine è correlato alla gravità dei sintomi autistici; a causa della permeabilità intestinale che questi pazienti presentano, caseo e gluteo morfine passano nel circolo ematico, attraversano la barriera ematoencefalica e a seguito di legami con specifici recettori inducono la sintomatologia  comportamentale: da questa ipotesi nasce la dieta senza glutine e senza caseina (SGSC).

La dieta SGSC ha mostrato effetti positivi su sintomi comportamentali quali comunicazione e linguaggio,attenzione e concentrazione interazione e integrazione sociale, comportamento autolesionistico e percezione del dolore, comportamenti ripetitivi e stereotipie,coordinazione motoria,iperattività .
Tali effetti si manifestano dopo circa sei mesi di dieta e sembrano raggiungere un effetto plateau dopo 12 mesi. Tutti gli autori concordano sulla raccomandazione che nonostante pochi studi forniscano solide prove scientifiche della relazione tra dieta SGSC e miglioramento del quadro clinico, questo è un settore della ricerca che deve essere ulteriormente approfondito con studi a lungo termine.
La loro raccomandazione è rafforzata dalle numerosissime esperienze di genitori, pediatri e gastroenterologi che hanno sperimentato con successo questo approccio nutrizionale.

Dal congresso Assis del 4 ottobre
Per approfondimenti www.assis.it

 

René Magritte, The listening room, 1952

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