MENU

Ac Pisa 1909: un fallimento sportivo che condiziona pesantemente il futuro

pisa-forlì

L’amarezza del presidente Battini, l’inquietudine dei tifosi e lo scenario che si configura come il più probabile per la prossima stagione: un ridimensionamento che sa di ritorno alla casella di partenza


di Giuliano Fontani

L’orologio che segna i tempi del Pisa torna indietro di un anno perché nel frattempo le vicende calcistiche hanno bruciato sogni e ambizioni, ma anche tre allenatori, due direttori sportivi, il capitano della squadra e oltre cinque milioni di euro.

Come nel più beffardo gioco dell’oca si torna alla casella di partenza, per giunta in un clima avvelenato dalle accuse e qualche volta anche dai sospetti, in un tutti contro tutti sconfinato nella guerra giudiziaria e nella violenza, ingredienti quasi fisiologici di un calcio malato, drogato dal denaro, offuscato dalla passione, contaminato dai personalismi.

L’amarezza del presidente Carlo Battini, che ormai da mesi alterna propositi di abbandono a improvvisi ripensamenti, è frutto dell’ambizione e della debolezza. Lo ammette egli stesso nella lettera aperta ai tifosi: dopo qualche anno di oculata gestione ho provato a contentare le pretese di una piazza esigente e prestigiosa con importanti investimenti. È andata male. Il Pisa milionario non ha centrato neppure l’obiettivo minimo dei play off, mentre quello modesto e sparagnino degli anni precedenti era arrivato in campionato a una finale e a una semifinale, oltre una finale di Coppa Italia. Non vinse niente, ma ci andò vicino.

Adesso, invece, è andato vicino al fallimento. Ottocentomila euro di stipendi (gennaio e febbraio) pagati ieri, termine ultimo prima del deferimento e della penalizzazione in classifica, un altro milione e mezzo da pagare entro la fine di giugno, un altro milione e ottocentomila euro già impegnato per i contratti della prossima stagione a una dozzina di calciatori 

Battini ha avuto la tentazione di piantare baracca e burattini. Lunedì sera, dopo la sesta sconfitta all’Arena contro la Spal, aveva maturato l’idea di lasciare il timone e con esso anche gli impegni a suo tempo sottoscritti. Un risparmio sicuro di due milioni e mezzo fino al 30 giugno, senza contare il prossimo campionato. Un’ipotesi che ha accarezzato per una notte. Poi gli devono aver spiegato che non poteva scappare come i fanno i bambini quando si stancano del giochino. O meglio, avrebbe potuto farlo, ma senza decoro. Come il presidente del Parma che ha venduto la società a un euro a un pregiudicato albanese che si è accollato, in cambio di chissà cosa, un debito di 250 milioni, tanti insulti e una decina di giorni di carcere.

Battini non vuole vendere l’Ac Pisa 1909 a un euro e non vuole neppure continuare ad alimentare un pozzo senza fondo. Anche quest’anno è pronto a passare la mano ma sa benissimo che la società è vendibile solo se non gravata da un’eccessiva situazione debitoria e dunque ha garantito di far fronte ai suoi impegni, pur mettendo le mani avanti: se non la compra nessuno la porto avanti io, ma con un programma fortemente ridimensionato.

È lo scenario che si prefigura come il più probabile. È vero che in una situazione del genere si affacceranno cordate più o meno credibili e presentabili, ma il valore patrimoniale del Pisa adesso è notevolmente inferiore a quello degli impegni da onorare e la Lega Pro è un campionato che non permette entrate sufficienti a pareggiare i costi. Il mini programma di Battini è un ritorno al passato, il salto all’indietro di cui abbiamo detto all’inizio. Un allenatore giovane che sappia valorizzare i giovani, un direttore sportivo (alla Lucchesi, per intenderci) capace di farseli prestare dai grandi club, magari accollando loro una parte degli ingaggi e facendosi promettere dei premi di allevamento. Una vera politica da terza serie.

Uno scenario che ai tifosi non piace, ma che stavolta accetteranno, sia pure a bocca storta. Battini ha fatto una scommessa, la serie B, l’ha persa a paga il conto. E con questo può mettere la sordina alle ambizioni, ai sogni di gloria e alla proteste del popolo nerazzurro.

Download PDF

Scritto da:

Pubblicato il: 16 aprile 2015

Argomenti: Pisa, Sport

Visto da: 1228 persone

,

Post relativi

Una risposta a: Ac Pisa 1909: un fallimento sportivo che condiziona pesantemente il futuro

  1. avatar Rossocrociato scrive:

    Magari non tutto il male viene per nuocere e un ridimensionamento economico fatto però con gente intelligente e “affamata” potrebbe dare risultati migliori di quando ci si affida, come si è fatto questt’anno a giocatori che sono tali solo nelle chiacchiere al bar.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi paginaQ per email

Ciao!
Iscriviti alla newsletter di Pagina Q
Se lo farai ci aiuterai a far vivere l’informazione nella nostra città e riceverai la versione mail del quotidiano.
Naturalmente non cederemo a nessuno il tuo indirizzo e potrai sempre annullare la tua iscrizione con un semplice click sul link che troverai in ogni nostra mail.