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“Rinnovo ingiustificato a Manutencoop”, NCD chiede chiarezza sulla gestione dei cimiteri

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“Chiediamo che venga fatta chiarezza sulla gestione dei cimiteri, uno dei servizi fondamentali che devono essere forniti da un’amministrazione comunale e sul quale solleviamo dubbi da tempo”. Il consigliere comunale dell’NCD Raffaele Latrofa commenta così la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici Andrea Serfogli all’interrogazione avanzata nel corso della riunione consiliare di giovedì 18 dicembre. Al centro della questione le due proroghe al contratto stipulato con Manutencoop e la decisione di affidarsi alla società affiliata al Consorzio Nazionale Servizi anche per il triennio 2013-2016. Contratto che per le casse comunali implica una spesa di circa 1,6 milioni di euro.

“L’interrogazione che abbiamo presentato arriva dopo il lavoro svolto nelle commissioni di controllo” spiega Latrofa riepilogando la successione degli eventi. “Nel 2013 Manutencoop ha ottenuto la gestione dei cimiteri per una durata di 3 anni, vincendo una gara che vedeva come elemento centrale la fornitura di servizi innovativi, una su tutte l’informatizzazione. In vista della scadenza del contratto – prosegue il consigliere NCD – è arrivata una prima proroga di 6 mesi, giustificata con l’esigenza di preparare al meglio la gara d’appalto. Al termine di questo periodo poi è subentrata un’ulteriore proroga di altri 6 mesi, il cui atto è tuttora inaccessibile ai consiglieri e giustificato con ragioni che l’assessore Serfogli non precisa”.

Ragioni sulle quali Serfogli ha fatto luce indirettamente, spiegando al Consiglio comunale che in seguito ad un controllo entrambe le proroghe sono risultate illegittime. Per questo il 10 dicembre scorso l’amministrazione ha confermato l’incarico alla società che fa parte del Consorzio Nazionale Servizi, trasformando un atto già emesso in modo da ripetere l’affidamento.

“Degli elementi innovativi che il gestore avrebbe dovuto mettere in atto però non c’è traccia – afferma Raffaele Latrofa – ad oggi mancano non solo i computer ma anche la connessione ad internet. Chiediamo quindi all’amministrazione di spiegare perché si è deciso di continuare a puntare sulla stessa azienda, che evidentemente non ha ottemperato alle condizioni espresse nel bando di gara che si è aggiudicata nel 2010”.

“Credo che per questa vicenda ci saranno ripercussioni ancora più gravi di quelle che sono seguite al caso Stallette” dice il consigliere NCD, “sia per la cifra che è in ballo che per la durata prolungata degli effetti di queste decisioni”.

 

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Pubblicato il: 20 dicembre 2014

Argomenti: Economia-Lavoro, Pisa, Politica

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