MENU

Paolo Ciampini firma il nuovo manifesto del Museo di Storia Naturale

acquaforte-CALCI

di Lucrezia Bertini

acquaforte-calciNel corso della sua lunga e brillante carriera, Paolo Ciampini si è dedicato principalmente al ritratto.
Una scelta di poetica molto definita e lucida, e senza dubbio anche coraggiosa.
Infatti, rappresentare qualcosa (un paesaggio, un oggetto, una natura morta…) può tradursi per l’artista o in un processo immediato, quasi impressionistico, di riproduzione fedele del reale, o viceversa in una manifestazione del proprio mondo interiore, nella quale il soggetto di partenza è trasformato talvolta fino a essere irriconoscibile: uno specchio in cui rivedere se stessi, un riflesso fedele dello sguardo peculiare ed esclusivo dell’artista.
Assai più arduo e controverso è rappresentare qualcuno: tratteggiare l’interiorità di un individuo, la sua autentica essenza, il suo significato e il suo posto nel mondo, servendosi unicamente come mezzo della sua momentanea, accidentale apparenza. Far sì che il Divenire dia voce all’Essere.
Certo, anche qui l’artista non può non mettere del suo. Deve anzi farlo, deve servirsi della sua particolare visione che costituisce, di per sé, la cifra dell’opera d’arte: ma elemento caratteristico e imprescindibile di un ritratto riuscito rimane l’incontro con l’Altro, il contatto straordinario tra l’occhio che vede e la persona vista che genera una scintilla unica e irripetibile.
Questa premessa, per dire che Paolo Ciampini è l’autore del nuovo manifesto del Museo di Storia Naturale, manifesto che sarà inaugurato il 20 dicembre.

Ho sotto gli occhi la sua acquaforte. Ci sono i reperti del Museo, tratteggiati con esattezza degna di una fotografia; c’è il profilo della Certosa, e c’è il panorama che la circonda.
Eppure, è tutto meno che un paesaggio. È tutto meno che un’icona, tutto meno che un logo, tutto meno che una riproduzione. È, come tutte le altre opere di Ciampini, un ritratto: e il volto è quello del Museo di Storia Naturale.

La sua essenza è catturata in un solo fotogramma nel quale gli elementi realistici acquistano dalla loro disposizione irreale un significato più vero. Collezioni e paesaggio non sono distinti ma fusi in un’unica, inscindibile entità. Gli scheletri dei cetacei fluttuano come le creature di un sogno sopra il profilo da castello incantato della Certosa; i teschi dei dinosauri si affacciano in primo piano, quasi a farsi avanti. I reperti paiono animati, ma soprattutto pare animato il Museo che li ospita: animato dell’atmosfera che lo caratterizza, quel connubio irripetibile dato dalla coesistenza di arte e natura, di storia e di modernità, di scienza e di fiaba.

Download PDF

Scritto da:

Pubblicato il: 19 dicembre 2014

Argomenti: Cultura

Visto da: 808 persone

, , , , ,

Post relativi

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi paginaQ per email

Ciao!
Iscriviti alla newsletter di Pagina Q
Se lo farai ci aiuterai a far vivere l’informazione nella nostra città e riceverai la versione mail del quotidiano.
Naturalmente non cederemo a nessuno il tuo indirizzo e potrai sempre annullare la tua iscrizione con un semplice click sul link che troverai in ogni nostra mail.