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Siamo quello che mangiamo Informare per prevenire

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Ridurre del 15% i casi di tumore entro il 2020: questo è l’obiettivo, formalizzato nel meeting del 23 settembre dei Ministri della Salute dell’Unione Europea, ottenibile con uno stile di vita sano, che comprende una corretta alimentazione, esercizio fisico adeguato, niente tabacco e poco alcol.

Il corretto stile di vita è infatti l’azione principale contro le malattie croniche non trasmissibili e il cancro, ed è lo strumento più efficace  per vivere più a lungo e con una qualità di vita migliore. Come ha affermato il ministro Lorenzin, “di cancro e di malattie croniche ci ammaliamo durante la vita, a causa di quello che mangiamo e di quello che respiriamo”.

La prima azione è la prevenzione primaria, ossia la corretta informazione della popolazione, ma spesso le informazioni corrette non sono facilmente accessibili o sono manipolate dall’industria dietetica al fine di incrementare i propri profitti.

Vediamo qualche esempio. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha condannato Fiberpasta, azienda produttrice di pasta e alimenti per diabetici arricchiti di fibra, per pratica commerciale scorretta e pubblicità comparativa illecita e denigratoria nei confronti della concorrente Aliveris. L’accusa nei confronti di Fiberpasta è stata di avere utilizzato nei messaggi pubblicitari e sul sito frasi prive di riscontri scientifici come “per dimagrire senza rinunce” o “ è buona, la mangi e dimagrisci” e di avere propostoA i prodotti come un aiuto per la perdita e il mantenimento di peso, per regolarizzare l’intestino,  per ridurre e controllare il colesterolo e la glicemia.

Patatine: l’Antitrust  ha aperto dei procedimenti contro le  patatine “artigianali”, “cotte a mano”, “light”, al “pollo” o con il “pomodoro” (quando questi poi non compaiono tra gli ingredienti); in seguito a una denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori, l’autorità ha annunciato l’apertura di tre procedimenti a carico delle aziende produttrici di patatine Pata S.p.A., Ica Foods S.p.A. e Amica Chips S.p.A.

Neanche l’acqua è esente dalla pubblicità ingannevole: nel luglio di quest’anno l’Antitrust ha avviato l’ennesimo procedimento contro Uliveto e Rocchetta che da anni utilizzano lo slogan ingannevole “Acque della salute” e affiancano la pubblicità ad associazioni di medici. La società  negli ultimi 10 anni ha dimostrato di non prendere in seria considerazione  i provvedimenti di censura collezionati, forse a causa della scarsa entità della multa decisa nel dicembre 2013 dall’Antitrust (100 mila euro) che  ha un’incidenza del tutto irrilevante sul budget del marketing (Uliveto e Rocchetta vendono da 400 a 500 milioni di bottiglie ogni anno).

Uu altro caso è quello dell’acqua Plose («Ossigenatevi! Acqua Plose. La Minerale con 9,4 mg/l di ossigeno”): secondo il Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria il messaggio utilizzato dall’azienda è ingannevole, poiché mette in luce benefici inesistenti dovuti alla presenza dell’ossigeno.

 foto da www.ph2oalcalino.it 

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Pubblicato il: 28 settembre 2014

Argomenti: Alimentazione, Quaderni, Siamo quello che mangiamo

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