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InQuadriamo il diritto Privacy e trattamento dei dati personali: conosciamo davvero i nostri diritti? (seconda parte)

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Cari Lettori,
oggi con InQuadriamo il diritto continuiamo a parlare di privacy e trattamento dei dati personali. L’ultima volta abbiamo visto cosa sono i dati personali (trovate qui l’articolo), oggi vediamo in che modo devono essere trattati.

Innanzitutto, i dati personali devono essere trattati secondo il cosiddetto “principio di necessità”. Chi ha la necessità di conoscere i vostri dati personali deve chiedervi solo quelli strettamente necessari per lo scopo per il quale i dati sono raccolti. Ad esempio, nel modulo che compilate per ottenere la “carta fedeltà” del supermercato vi potrà essere chiesto di indicare nome, cognome, residenza ecc., ma non vi potrà essere chiesto di indicare qual è la vostra ideologia politica o quali sono le malattie dalle quali siete stati affetti negli ultimi dieci anni. Si tratta di dati che non sono assolutamente necessari per ottenere una “carta fedeltà” del supermercato. Diverso è il caso in cui, prima di un intervento chirurgico, il personale sanitario vi chieda di indicare, oltre ai vostri dati anagrafici, anche le allergie delle quali soffrite o i medicinali che siete soliti utilizzare. Tutti questi dati sono assolutamente necessari affinché il medico possa avere un vostro quadro clinico completo, ed è quindi lecito, per lui, chiedere e raccogliere questo tipo di informazioni.

I dati personali devono essere, poi, raccolti in modo lecito e corretto ed utilizzati solo per scopi determinati, legittimi e pertinenti (anche a livello temporale) con i dati che sono stati raccolti. Inoltre, i dati personali devono essere conservati con la massima cura e con la massima attenzione, per evitare che possano essere danneggiati o, peggio ancora, dispersi. A tal proposito la legge prevede, ad esempio, che il trattamento di dati personali effettuato tramite computer e altri strumenti elettronici è consentito solo se sono adottate alcune misure minime di sicurezza. Sarà, ad esempio, necessario prevedere che l’accesso ai dati sia consentito solo ad alcuni soggetti e solo dopo che siano state digitate le password di sicurezza, o che siano sempre disponibili copie di back-up dei dati raccolti.

Per quanto riguarda, invece, i diritti del titolare dei dati personali, la legge stabilisce che questi debba essere innanzitutto previamente informato sulle finalità e sulle modalità del trattamento dei dati, sulle conseguenze di un eventuale rifiuto di comunicare determinati dati, sui soggetti ai quali i dati personali potranno essere comunicati ecc. L’interessato avrà, poi, diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che lo riguardano: potrà, quindi, chiedere come e quando questi dati sono stati raccolti, per quali scopi e da chi sono stati conservati ecc. L’interessato può, inoltre, chiedere l’aggiornamento, la rettificazione, l’integrazione, la cancellazione e la trasformazione in forma anonima dai dati che lo riguardano. Per esercitare questi diritti è quasi sempre sufficiente inviare al responsabile del trattamento dei dati personali una richiesta scritta (non sono previste particolari formalità ma, per ovvi motivi, anche in questo caso consiglio, come sempre, di inviare la richiesta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno).

A questa richiesta dovrà essere dato subito un riscontro e, di norma, non sarà necessario pagare alcunché: il legislatore ha previsto, infatti, che il diritto di accesso ai propri dati personali sia sostanzialmente gratuito. Se, però, a seguito della richiesta di accesso non risulta confermata l’esistenza di dati che riguardano l’interessato, questi potrà essere tenuto a pagare un piccolo contributo spese che va a coprire i costi effettivamente sopportati per dare riscontro alla sua istanza. Infine, tra i diritti del titolare dei dati personali vi è anche il diritto al risarcimento del danno: chi subisce un danno patrimoniale o, come è più facile immaginare, un danno non patrimoniale a causa di un erroneo trattamento dei suoi dati personali (pensate, ad esempio, ad un laboratorio di analisi del sangue che, per errore, invia a Caio gli esiti degli esami del sangue di Tizio) potrà chiedere un adeguato ristoro monetario.

Sono poi previste specifiche regole ulteriori, molto precise e dettagliate, da applicare ai trattamenti dei dati personali a seconda della natura dei soggetti che li raccolgono (enti pubblici, forze di polizia, privati ecc.) o del contesto nel quali questi dati sono raccolti (in ambito sanitario, per scopi scientifici o statistici, per scopi di lavoro, nell’ambito del sistema bancario o del giornalismo ecc.).

Vi aspetto alla prossima!
Francesca Bonaccorsi

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Pubblicato il: 17 settembre 2014

Argomenti: InQuadriamo il diritto, Quaderni

Visto da: 648 persone

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