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Legge elettorale Toscana: con un colpo di mano PD e Forza Italia trovano l’accordo

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Dopo mesi di lavoro da parte del gruppo regionale che doveva trovare un testo più condiviso possibile da portare in consiglio regionale, PD e Forza Italia trovano l’accordo su un testo nuovo che scontenta tutte le forze politiche, eccetto loro. E i civatiani annunciano battaglia al Direttivo di venerdì

Sarà in discussione in consiglio regionale a settembre, probabilmente, la nuova legge elettorale per la Toscana con l’intenzione di superare l’attuale legge che ha dato il via al Porcellum. In questi mesi un gruppo di lavoro del consiglio regionale ha lavorato sul testo senza però accordarsi su un testo definitivo, anzi, non sono mancati attriti nemmeno nella fase finale del lavoro, quando è stata messa ai voti una mozione per un’unica soglia di sbarramento al 3%, mozione che è stata votata da Ncd, Udc, Gruppo misto e Fratelli d’Italia, mentre Pd e Forza Italia non hanno partecipato al voto.

Questi ultimi hanno invece trovato un accordo su un altro testo, nuovo, presentato a poche ore dalla chiusura dei lavori del gruppo. La loro proposta introdurrebbe tre diverse soglie di sbarramento: 10% per la coalizione e 3% per i partiti che ne fanno parte, 5% per i partiti non alleati. Quanto alle liste, dovrebbero tornare le preferenze salvo essere scavalcate dalla possibilità di scegliere 3 candidati per un mini listino bloccato. Una proposta quest’ultima, rilanciata dal consigliere del PD Ivan Ferrucci e che ha fatto infuriare non pochi consiglieri anche all’interno del suo partito, vista l’evidente contraddizione con la reintroduzione delle preferenze e con il lavoro svolto con le altre forze politiche.

Forze politiche, anche della maggioranza, che male hanno digerito il colpo di mano, sopratutto per i contenuti della proposta: “Sel, in Toscana, si batterà con decisione per cambiare gli aspetti negativi della proposta di legge elettorale regionale”, ha detto il coordinatore regionale di SEL Giuseppe Brogi, che ha commentato in modo molto negativo le elevate soglie di sbarramento previste dalla proposta e il prospettato ritorno parziale del listino bloccato, con il quale si espropriano “gli elettori della scelta rispetto ad una mini-casta protetta”.

Il consigliere di SEL Mauro Romanelli invece, ripercorre le ultime fasi di questa vicenda: “Mercoledì scorso, all’ultimo momento, esattamente all’ora di pranzo, a poche ore dalla riunione finale del Gruppo di Lavoro che era fissata alle 15,30, si è diffusa la notizia che il Pd e Forza Italia avevano trovato un accordo, senza consultare nessun altro, su un testo di Legge nuovo, che prevede il listino bloccato regionale facoltativo di tre persone, con violazione quindi della parità di genere, soglie di sbarramento differenziate, al tre per cento e al cinque per cento, a seconda di come uno si allea, e al dieci per cento di coalizione, e le candidature multiple, addirittura con l’obbrobrio di potersi candidare sia nel listino bloccato che nella circoscrizione con le preferenze, e quindi di poter passare anche se bocciato dagli elettori”.

“Una proposta dirompente che ha fatto saltare per aria la possibilità di andare a votare la Riforma per l’ultimo Consiglio a fine Luglio – commenta Romanelli – e riportato tutto in alto mare, anche perché tutte queste norme sono in forte odore di incostituzionalità, in particolare il listino bloccato e le soglie di sbarramento differenziate e troppo alte, con pareri già messi per scritto da parte dei nostri Uffici Legislativi”.

Ma il PD difende la sua scelta salvo prenderne le distanze rispetto al possibile uso del listino bloccato, e tra gli altri, anche Antonio Mazzeo, responsabile organizzazione commenta la proposta: “La Toscana sarà divisa in piccole aree, così da garantire all’eletto un forte collegamento con il territorio; i cittadini tornano a scegliere i consiglieri, ridotti a 40, con le preferenze. È prevista un’eccezione, cioè il listino, solo per 3 nomi, facoltativo. E infatti il Pd non lo utilizzerà, così come già deciso nella direzione del 17 marzo scorso: tutti i nostri consiglieri saranno eletti con le preferenze. Vediamo se faranno altrettanto quei partiti che oggi si dicono contrari al listino”.

La componente civatiana del PD invece non ci sta e preannuncia battaglia durante il prossimo direttivo regionale, che si terrà nella giornata di venerdì. Lo annuncia il consigliere comunale di Pisa Stefano Landucci, membro della direzione regionale del partito, e ribadisce il concetto anche Filippo Gallo, della segreteria regionale del PD in quota Toscana per Civati, che commenta: “Il listino bloccato a 3 con possibilità di doppia candidatura è un errore da correggere velocemente che impatta fortemente sul giudizio complessivo, che segnava con le doppie preferenza di genere un passaggio positivo, anche se rimane da chiarire come si comporranno le liste”.

“Diventando pochi i posti disponibili – aggiunge – l’utilizzo delle primarie nel Pd diventerà inevitabile, un altro lato oscuro del listino. Infine, c’è il concreto rischio che vengano eletti senatori consiglieri regionali che non hanno ricevuto nessuna preferenza, se passa la riforma del senato. Listino bocciato più che bloccato, rimaniamo anche in attesa di pareri “costituzionali” che abbiamo richiesto ad esperti.

Timide aperture da parte della consigliera Maria Luisa Chincarini, di Centro Democratico: “Nell’impianto complessivo, non mi dispiace l’aspirazione a garantire una solida governabilità all’istituzione regionale. Purtroppo, molte e fin troppo evidenti sono le contraddizioni che animano questo testo figlio dell’accordo tra Pd e Forza Italia. Il dato peggiore è senza dubbio quello che riguarda la rappresentanza. Con le soglie di sbarramento alte e variabili il rischio concreto è quello di cancellare dallo scenario regionale ogni forma di pluralismo: con gli sbarramenti così pensati (5% per la singola lista e 10% per la coalizione) le minoranze rischiano di scomparire”.

Sulle contraddittorie preferenze osserva: “Se da un lato queste vengono reintrodotte, dall’altro si è voluto mantenere un listino regionale bloccato di tre nomi (con rappresentanza di genere), così che ancora una volta saranno le Segreterie di Partito a nominare almeno una parte dei futuri quaranta consiglieri regionali”.

Inoltre, dice Chincarini, “c’è il sospetto che anche la nuova legge elettorale toscana profumi di incostituzionalità, così come il porcellum e, forse, anche lo stesso Italicum. Si sa, sbarramento e premi non vanno a braccetto se, oltre alla governabilità, si vuole (come si dovrebbe) garantire anche il sacrosanto principio di rappresentanza. Se arriveremo a votare la nuova legge elettorale così come oggi ci viene presentata e venduta – conclude Chincarini – ovvero un “compromesso innovativo”, dovrò profondamente riflettere su quello che alla fine sarà il mio voto in aula che, ad oggi, non è affatto scontato”.

Anche a destra lo scontento si fa sentire: “Finalmente poteva essere l’occasione per un cambiamento. Invece è una nuova sconfitta della democrazia”, ha detto Alberto Magnolfi, capogruppo regionale del Nuovo Centro Destra. “Il PD si arrende a Forza Italia: dall’accordo un’aberrazione incostituzionale per cui il 90% del nuovo consiglio regionale sarà già scritto alla vigilia del voto, lasciando ai cittadini elettori il ruolo di comparse della democrazia.” E Raffaele Latrofa, capogruppo NCD a Pisa, si associa a quanto affermato dal Capogruppo Regionale e aggiunge: “Noi dell’NCD siamo per le preferenze senza se e senza ma. Il cittadino deve poter scegliere chi mettere in Consiglio Regionale. I giochetti dei politici, che mirano, alle spalle dei cittadini, a nominare nelle segrete stanze chi pare a loro, ci hanno ormai stancato. Questa nuova legge elettorale della Regione Toscana, frutto di un accordo fra PD e Forza Italia, è vergognosa e inaccettabile e faremo di tutto, come forza politica, per modificarla”.

Da sinistra si punta il dito contro “la svolta autoritaria sulla legge elettorale toscana, in ossequio all’accordo PD-FI. Viene fuori una proposta che spingerà molti a non andare a votare, viste le tante tagliole che restringono al lumicino la possibilità di eleggere per tante forze politiche”. Così commentano Monica Sgherri, Capogruppo in Consiglio Regionale Toscano PRC-PdCI e Fausto Tenti Segretario Provinciale del Prc di Arezzo.

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Una risposta a: Legge elettorale Toscana: con un colpo di mano PD e Forza Italia trovano l’accordo

  1. avatar Bianca scrive:

    Ma vogliamo renderci conto di quanto tempo è dedicato, a livello locale e nazionale alle trattative per modificare le pur importanti leggi elettorali?A scapito dell’enorme problema del lavoro.In tutta Italia ,anche nel mitico Nord, giovani e persone di ogni età perdono il lavoro e non lo ritrovano o lavorano in regime di sfruttamento o di precarietà.Diamo la sveglia!

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