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Pronto soccorso. NurSind “La soluzione proposta è un contentino a Rossi”

ospedali

Il sindacato degli infermieri annuncia che in mancanza di altre soluzioni procederà alla proclamazione dello stato di agitazione. Sulla vicenda del pronto soccorso  e suelle dichiarazioni dei Enrico Rossi interviene anche Raffaele Latrofa, capogruppo de NCD in consiglio comunale (vedi il box) annunciando la visita del Ministro dela Salute Beatrice Lorenzin. E puntando il dito contro le politche di accoglienza del PD.

“La proposta dall’AOUP per la soluzione dei problemi non ci soddisfa perché non risolve il problema del sovraccarico di lavoro per gli infermieri in servizio al prontosoccorso”, commenta il NurSind. “Se questa rimarrà la posizione aziendale, NurSind procederà alla proclamazione dello stato di agitazione del personale infermieristico del Pronto soccorso”.

La soluzione adottata appare al sindacato degli infermieri “un contentino per far dire al Governatore che il suo intervento ha prodotto assunzione di personale. Assunzioni che la sua amministrazione ha bloccato per mesi. Assunzioni che non risolveranno né il sovraccarico di lavoro sul personale di PS né i disagi dei cittadini che continueranno ad essere parcheggiti in barella per ore nei corridoi del PS. E il personale del PS, già offeso dalle parole del Governatore, non merita di essere preso in giro da soluzioni fantasma”.

La posizione di NurSind è dettata dal fatto che “i 10 infermieri assunti in libera professione andranno a contribuire ad aprire un nuovo reparto di medicina, ma sarebbero stati comunque assunti a breve per far partire la stroke unit (il reparto dedicato agli ictus) quindi non nuove assunzioni per rivolvere il problemi del PS, ma assunzioni già previste da tempo”.
“I 5 infermieri (peraltro a tempo determinato, per 6 mesi, e poi?) in PS andranno a sostituire quei colleghi che aderivano al progetto codici bianchi (che non rientra nell’attività di PS), quindi senza aumentare di 1 sola unità la dotazione degli infermieri turnisti in PS”.

I posti letto che si andranno ad aumentare in alcune unità operative di Medicina, “aggraveranno ancora di più la già difficile situazione degli infermieri di quei reparti che già non riescono a garantire un’assistenza adeguata perché con rapporti infermieri/pazienti di 1 a 10 se non di 1/12. Si aumentano i posti letto ma non il personale di assistenza. Gli amministrativi al triage potranno gestire forse il 50% dei casi (e solo per i dati anagrafici) ovvero dei pazienti che arrivano al PS con le proprie gambe, tutto il resto rimane in carico all’infermiere triagista.
Si mandano allo sbaraglio i ragazzi del servizio civile messi ad interfacciarsi con cittadini arrabbiati per la situazione di caos che continueranno a trovare al pronto socoorso invece di mettere personale preparato a gestire situazioni che spesso degenerano in veri e propri litigi. Perché non sarà certo l’istallazione dei monitor in sala di attesa a far diminuire gli accessi e i pazienti presenti nei corridoi”.

Per NurSind questi non sono i provvedimenti che dovevano essere presi per risolvere i problemi dell’utenza al pronto soccorso: il problema d non sono i codici bianchi, “già gestiti in modo autonomo rispetto al resto dell’utenza”, ma i pazienti che rimangono “per ore su barelle sparse nei corridoi senza poter avere un’assistenza adeguata prima di trovare in posto letto. Questo è il motivo per il quale il pronto soccorso di Pisa “è nella lista dei cattivi per il rapporto del Sant’Anna preso a pretesto dal Governatore”.

Latrofa“Non è ammissibile leggere quanto sul pronto soccorso di Pisa dichiara Enrico Rossi, ex-assessore alla sanità, nonché attuale presidente della Regione Toscana (regione in cui il 75% del bilancio riguarda appunto la sanità): la persona che in un mese ha affossato l’aeroporto pisano ora se la prende con il pronto soccorso… pisano!” A tuonare contro le dichiarazioni di Rossi è Raffaele Latrofa, consigliere comunale del Nuovo Centrodestra.

“Non si possono tollerare valutazioni pubbliche – dice Latrofa – peggiorate con l’affermazione che si trattava non di un messaggio istituzionale. Non si può affrontare con una leggerezza simile un argomento che tocca la sensibilità e il lavoro di centinaia di persone fra medici, infermieri e altri operatori nel campo della sanità pisana (senza dimenticare gli indispensabili volontari), che si ammazzano quotidianamente per un servizio ai cittadini, in barba ai tagli del personale. Tagli causati dal dover spalmare i debiti dovuti alla cattiva gestione regionale dell’ospedale di Massa”.
Che il il pronto soccorso di Pisa sia spesso intasato e che le attese siano spesso lunghe, è un probelama noto prosegue il consigliere, “possibile che la situazione non fosse giunta all’orecchio di Rossi, che pare ne abbia preso coscienza solo perché un suo amico gli ha telefonato lamentandosi?”.

A non piacere a Latrofa sono anche quelle che definisce le “fredde statistiche” con cui Rossi sulla stampa ha affermato “che il pronto soccorso di Careggi sarebbe meglio di quello di Pisa”. Statistiche  che “si attagliano alle autovetture che alla salute: un ospedale non si giudica solo in base alla percezione dell’utente, bensì anche sull’eccellenza delle prestazioni specialistiche che offre”

“Per noi — presegue –  a differenza che per Rossi, conta la qualità del servizio del personale tutto, che a Pisa è di altissimo livello. Ci sarà un motivo se dalle zone limitrofe chi sta male si reca al pronto soccorso pisano. Se Rossi non stesse nelle sue stanze a Firenze, saprebbe che anche i livornesi e i lucchesi vengono a Pisa per curarsi e per partorire, per cui il bacino d’utenza dell’ospedale pisano è molto ampio. Un motivo, se dalle zone limitrofe vengono a Pisa, ci sarà. E che dire di tutti quelli che dal sud d’Italia arrivano nella nostra città per curarsi? Se ne deduce che a Pisa la sanità è un’eccellenza e attira molte persone”.

A causare i problemi piuttosto secondo l’esponente del NCD sarebbe, non tanto o non solo la carenza di personale, quanto “la scellerata politica d’accoglienza che il PD ha portato avanti sul nostro territorio negli ultimi tempi”. Ad “intasare il pronto soccorso pisano “rom e sbandati che, senza la minima urgenza e per problemi di salute banali, vi si recano di continuo, intasandolo” dice Latrofa. Che annuncia: “In attesa che Rossi venga a vedere di persona come funziona in realtà il pronto soccorso di Pisa, presto ci verrò io con il ministro della salute Beatrice Lorenzin, in coda accanto ai cittadini in attesa, per vedere come stanno veramente le cose”.

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Pubblicato il: 28 giugno 2014

Argomenti: Economia-Lavoro, Pisa, Sociale

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