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Caccia alla volpe. La Provincia fa un passo indietro

volpe

Critiche e mail bombing alla Provincia fermano l’abbattimento di 500 esemplari di volpi

500 volpi da abbattere. Come ogni anno la Provincia al momento di fornire gli aggiornamenti sull’apertura venatoria, ha dato indicazioni sulle volpi “di troppo”, perché considerati dannosi per lepri e faginani (la piccola fauna insomma).

Un provvedimento che non è piaciuto all’Enpa, l’ente nazionale di protezione degli animali, che ha lanciato un mail bombing all’amministrazione provinciale. “Le modalità previste, purtroppo già sperimentate da altre provincie italiane – spiega l’Enpa – sono anche quelle della caccia in tana: mute di cani vengono scagliate contro le tane per fare strage sia delle madri che dei cuccioli”.

L’azione dell’Enpa, che ha scatenato oltre un migliaio di mail indirizzate all’amministrazione provinciale ha dato i suoi primi frutti. La Provincia di Pisa ha fatto un passo indietro. “Con atto del dirigente del Servizio politiche rurali datato 5 marzo 2014 – si legge in una nota – ha deciso di sospendere i precedenti atti inerenti i piani di controllo della volpe emanati nell’anno corrente. Ciò per la tutela dell’ente, a seguito delle opposizioni mosse da numerosi cittadini con oltre mille messaggi di posta elettronica inviati per protesta, dopo l’avvenuta pubblicazione su quotidiani di articoli riportanti in maniera inesatta le intenzioni e l’operato della Provincia su tale tema, muovendo così l’attenzione emotiva di una parte significativa di cittadini”.

“La decisione – dice ancora l’amministrazione provinciale – pur sottolineando la correttezza formale e normativa degli atti sospesi, è altresì motivata dalla volontà di evitare, se possibile, i costi e le lungaggini del possibile contenzioso formale e dalla ravvisata necessità di ricondurre in un ambito di maggiore informazione e partecipazione alle scelte inerenti tale argomento le associazioni provinciali ambientaliste, agricole, venatorie e gli Ambiti territoriali di caccia presenti nella Consulta faunistico-venatoria provinciale. In tale sede saranno esposte in dettaglio le motivazioni degli atti sospesi i presupposti giuridici e le opportunità gestionali”.

“La Provincia – aggiunge – rimarca comunque che il controllo della fauna selvatica, e della volpe in particolare, è attività giuridicamente affidata, dalla norma regionale (art. 37 della L.R. 3/94), alle Province. Tale attività è stata condotta, anche nel passato, attraverso le procedure previste nella citata norma regionale e nell’art. 19 della Legge Quadro nazionale vigente (L. 157/92). Dal 2012 gli interventi sono stati autorizzati secondo quanto previsto, in merito alla specie volpe, nel Piano di controllo e gestione delle popolazioni di “corvidi”, “columbidi”, “storno”, “nutria”, “coniglio selvatico”, “silvilago” e “volpe” della Provincia di Pisa: il documento, approvato con deliberazione della giunta provinciale n. 217 del 14/11/2012, ha ottenuto parere favorevole da parte dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra), con nota di cui al prot. 34964 del 17 settembre 2012″.

“Tale Piano – conclude la Provincia – con validità quinquennale e recepito integralmente nel Piano faunistico venatorio provinciale (approvato con deliberazione del consiglio provinciale del 24 settembre scorso), è frutto di lunga trattativa tecnica condotta in precedenza con tale Istituto, che la legge prevede quale massimo organo tecnico dello Stato in materia e che ha tra l’altro imposto la cessazione degli interventi tradizionali condotti in tutti gli anni precedenti con cani da seguita in inverno e l’utilizzo come tecnica principale degli interventi “alla tana” durante il periodo riproduttivo”.

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Pubblicato il: 6 marzo 2014

Argomenti: Ambiente, Pisa, Politica

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