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Piena dell’Arno. Duramente colpiti Volterra, Ponsacco e San Miniato

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Un milione di danni alla viabilità provinciale, disagi per migliaia di persone in provincia. Le situazioni più gravi a Ponsacco, San Miniato e Volterra

Superata l’emergenza si cominciano a contare i danni. Ammontano a 1 milione di euro i danni causati da frane e smottamenti alla viabilità provinciale. È questa la prima stima fornita questa mattina dal presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni nel corso dei sopralluoghi fatti  insieme al presidente della Regione Enrico Rossi e al ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza, nei comuni di San Miniato, Ponsacco e Volterra.

Stime ancora parziali vista la scia di danni che la piena dell’Arno di ieri e il maltempo si sono lasciati alle spalle.
Se a Pisa la paura è passata senza conseguenze, dopo il picco di piena dell’Arno fra le 11 e le 12 di ieri (quando l’Arno ha raggiunto 4,84 m), la situazione più critica e non del tutto ancora risolta, si registra nella provincia.
A Volterra, Ponsacco, San Miniato.

Duramente colpito Ponsacco, dove l’Era ha rotto gli argini in località La Colombaie su un fronte di 20 metri. Le acque in mezz’ora hanno invaso l’abitato e le campagne. Alle 19 di ieri si contavano 25 persone evacuate e 1500 senza acqua, luce e gas nella zona di via Cavicchi e 4 strade chiuse a causa dell’allagamento. Ancora in definizione la conta dei danni, che il sindaco di Ponsacco Alessandro Cicarelli prevede “gravissimi” in seguito a una situazione che il Prefetto Tagliente ha definito molto grave. (Il video di Youreporter)

1200 le persone evacuate ieri a San Miniato e 150 ospitate nel palazzetto dello sport. Un’evacuazione decisa in via precauzionale per le case della zona compresa tra Ontarino e Roffia, vicine alle casse di espansione dell’Arno.

Ingenti danni a Volterra dove le mura medioevali sono crollate per un tratto di circa 30 metri. Una ferita enorme che con sé porta l’evacuazione di 12 famiglie e la preoccupazione per il ripristino e il recupero di questo patrimonio. Che certo avrà bisogno di un sostegno: difficilmente il comune guidato da Marco Buselli potrà fronteggiare la situazione da solo. Un segnale è arrivato con la telefonata del Ministro dei beni culturali Massimo Bray. Una preoccupazione che ha spinto il sindaco a lanciare un appello a Letta affinché visiti il territorio per rendersi conto della sua fragilità. E a cui chiede che possa essere sbloccato il patto di stabilità in modo da rendere disponibili fondi oggi imprigionati.

Nel Comprensorio del Cuoio la maggiore criticità si è verificata a Ponticelli, frazione del comune di Castelfranco di Sotto. Dove l’Arno ha esondato lungo l’ampio tratto che costeggia le ferrovie, dalla curva del fiume ai campi in prossimità dei binari, allagando tutta la campagna.
A Castel del Bosco, fra Pontedera e Castelfranco, la zona più bassa è finita sott’acqua, inondate alcune industrie, il campo sportivo e alcune case.

Si è andata invece normalizzando la situazione a Pisa già dalle primissime ore del pomeriggio di ieri. L’ondata di piena, che a fatto registrare 4,85 metri di altezza dell’Arno, passata in città fra le 12 e le 13 non ha portato con sé danni.
Dalle 5 di venerdì mattina, quando è scattato l’allarme per la repentina salita dei livelli del fiume con il raggiungimento della soglia di attenzione, è iniziato il montaggio delle paratie sulle spallette per rialzare di un metro gli argini in centro, con 70 soldati della Folgore impegnati nell’operazione. Città blindata con le strade di accesso alla città interdette al traffico e ponti chiusi. Moltissime le persone che hanno seguito l’evolversi della situazione sui Lungarni.

Foto da www.difesa.it

Foto da www.difesa.it

Alcune coltivazioni sono state sommerse dall’acqua lungo il Canale dei Navicelli, dove l’esondazione si è verificata intorno alle 11 di ieri.
Scuole, uffici e Università chiusi ieri, ma oggi la città torna alla normalità. Nella notte l’Arno si è “sgonfiato”, e questa mattina ala 9 si attestava a Pisa a 4,34 metri, e a monte il livello del fiume sta tornando a livelli bassi. A San Giovanni alla Vena l’Arno è già sceso da 6,75 a 5,12 metri, a Fucecchio da 5,47 a  2,70 metri e  Empoli da 4,55 a 1,14 metri.

 

Foto di copertina di Peppino Tropea

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Pubblicato il: 1 febbraio 2014

Argomenti: Ambiente, Cronaca, La Piana, Lungomonte, Pisa

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